Tennis Gorlago: sport per passione!
14 novembre 2008
Sì, siamo qui ed è finalmente iniziata la terza stagione per il Tennis Gorlago; il gruppo è abbastanza simile a quello dello scorso anno con qualche new entry pertanto l'ambiente è sempre più familiare.
Come in tutti i programmi ufficiali anche noi abbiamo qualche obiettivo: migliorare le prestazioni della passata stagione; facile a dirsi più difficile da realizzarsi anche se la convinzione di centrare quanto proposto è massimale.
Di conseguenza puntiamo a creare un gruppo di giovani sempre più numeroso al fine di poter vederli gareggiare in qualche torneo del circuito Under e con la squadra maschile fare il salto in D3; bè il sogno sarebbe anche quello di veder partecipare una squadra tutta al femminile nel campionato a squadre ma per ora, più che le giocatrici che avremmo già a disposizione, dovremmo riuscire a convincerle a giocare…..
Sul piano singolare speriamo che alcuni dei ragazzi facciamo il definitivo salto di qualità andando a centrare qualche soddisfazione personale nei tornei provinciali.
Quest' anno saranno i componenti del Tennis Gorlago a decidere di che colore sarà la maglia della squadra iscritta al campionato di D4: votate!!
Detto questo direi di dare un bel taglio alle parole visto che giocare è sicuramente più divertente!!!
VAMOS….
Federer, maledizione Nadal
28 Aprile 2008
Vincendo in finale a Montecarlo, lo spagnolo ha dimostrato ancora una volta di avere una marcia in più sulla terra rossa. Ma il numero 1 al mondo non si arrende e punta a violare per la prima volta il tabù di Parigi
Saranno le traiettorie liftate mancine, che lo costringono a pensare e a cambiare, o la capacità di rimandare sempre e comunque di là del net una palla di più? Sarà la capacità di rimontare qualsiasi punteggio su qualsiasi superficie, non solo sulla prediletta terra rossa? Saranno i precedenti testa a testa, ormai quasi imbarazzanti (9-6, addirittura 7-1 sul rosso e 7-4 nelle finali) che gli fanno scoppiare la testa? Saranno i continui progressi dell’avversario, al rovescio, a rete, al servizio, ovunque, a togliergli la speranza? O sarà la cattiva abitudine alle sconfitte, dopo 12 Slam e 4 anni da numero uno della classifica mondiale? L’ennesimo k.o. di Roger Federer contro Rafael Nadal, nella terza finale consecutiva a Montecarlo può apparire come il solito k.o. del numero uno contro il numero due, l’ultimo a resistergli, anche sul rosso. Ma è molto di più, è la conferma che il tennis è materia psicologica prima che ancora tecnica e fisica.
EFFETTO RAFA - Lo svizzero delle meraviglie paga i disturbi tecnici del rimbalzo più alto della palla avvelenata dello spagnolo e la diagonale di dritto che non può dominare come al solito contro il dritto mancino di Rafa.
PARIGI - Ecco perché non demorde nella speranza di violare per la prima volta il tabù di Parigi. E, forse, Rafa per primo, non scommetterebbe contro quest’eventualità. Perché, in fondo, questo Federer di Montecarlo era un buon Federer: più determinato e continuo nella ricerca della rete, e più resistente di fisico.
E' possibile battere qualcuno può forte di noi?
Normalmente qualsiasi persona, mentalmente sana, di fronte ad una domanda simile risponderebbe: NO…. ma se proviamo un attimo a pensare a qualche match, anche recente di qualsiasi sport, non sempre è il più forte a vincere. (per più forte intendiamo fisicamente, tecnicamente, mentalmente o ad eventualmente alcuni di questi fattori accomunati).
Certo se ci sovrasta in tutte le caratteristiche sarà dura vincere ma difficilmente al nostro livello un giocatore ha tutte quante le qualità per superarci senza difficoltà.
Questo deve esserci da spunto per arrivare al match sempre propositivi; iniziamo dal palleggio ha capire che schema adottare, le difficoltà altrui mascherando le nostre e poi iniziamo a fare il nostro gioco.
Forse così potremo battere anche chi sembra superiore a noi; RAFA insegna….
VAMOS….
La sconfitta
17 Aprile 2008
6-3 6-1
Ecco quello sopra è il risultato con cui la nostra prima esperienza di doppio è terminata; detto così, considerando gli avversari affrontati – testa di serie nr. 2 – non suona neanche male.
Si è proprio così esci dal campo, sai di aver dato tutto quello che avevi, e senti che difficilmente avresti potuto sperare in qualcosa di più.
No, non vogliamo dire le solite frasi: loro sono più forti, più capaci, hanno più esperienza ecc... tutto vero, ma bisogna ricordarsi, ed applicare ogni qual volta che scendiamo in campo, che nulla è finito ancora prima d’iniziare. Bisogna dare tutto, giocare al massimo, far funzionare la testa cambiando tattica, creando qualcosa di nuovo, affidarsi ai nostri punti forti e capire, se ve ne sono, i punti “deboli” degli avversari.
Questo deve essere il nostro spirito: entrare in campo consapevoli di noi stessi cercando di sfruttare tutto quanto appreso.
Si perderà ancora e molto in futuro sia contro quelli cosiddetti più bravi e capiterà anche di perdere contro chi sembra peggio di noi, capiterà la partita storta, la volta in cui se avessi fatto quel game forse… e così via ma bisogna sempre essere propositivi nel modo di avvicinarsi alla partita.
Così facendo sapremo sempre che ognuno di noi ha fatto il meglio in quella determinata giornata e tutti quanti siamo convinti che qualcuno, prima o poi, farà il “filotto di vittorie” per giocarsi un posto in una bella semifinale quanto prima ogni nostra previsione (e quel giorno buona parte della nostra squadra sarà a sostenere chi gioca con noi).
Ci alleniamo bene e siamo un buon gruppo.
Ora inizieremo la nostra avventura come Squadra sapendo e contando reciprocamente gli uni con gl’altri.
Sappiamo che il nostro compagno farà il massimo sia per se stesso che per il gruppo e questo, lasciatecelo dire, è già un gran risultato per il nostro piccolo movimento.
Forza ragazzi
Ti aspettiamo
13 Aprile 2008
Vi sono fatti nelle crescita di una Squadra e di un movimento i quali meritano d'esser ricordati non solo per la sensazione che hanno dato ai protagonisti ma anche al fine d'invogliare e rendere immaginabile un'impresa (rimanendo nell'ambito sportivo) a chi pratica e ci segue in questo sport insieme a noi.
Durante il primo torneo di doppio effettuato da giocatori che compongono il nostro team, naturalmente contro avversai più quotati di classifica ma non superiori per qualità di gioco, sotto 4-6 e 2-5 non si sono dati per vinti ed incominciando a giocare senza commettere errori non forzati sfruttando le loro qualità tennistiche e la forza mentale hanno recuperato punto su punto. Una volta fatto il 5 a 5 nel secondo set un fisiologico rilassamento a permesso agli avversari di portarsi sul 6-5; si recupera ed al tie-break dove dopo aver annullato un match-point i nostri ragazzi portano in parità il numero dei set.
A questo punto l'inerzia dell'incontro cambia e grazie ad una ritrovata solidità la nostra squadra si porta sul 3-1 nel terzo parziale; a questo punto nuovo black out ed avversari che rientrano in partita. La partita si trascina fino al tie-break conclusivo dove ci saranno vincitori e vinti.
I ragazzi non sentono troppa pressione e con un gioco molto regolare si aggiudicano il match.
Sarà un piccolissimo passo ma è l'inizio di un'avventura in cui anche chi sta leggendo questo racconto potrebbe un giorno (speriamo presto) diventare protagonista.
Quanto sopra è fatto non per rendere campioni chi ha realizzato un'ottima rimonta ma per far si che anche in un momento di difficoltà durante una partita (ricordando che di sport sempre si tratta) con convinzione e capacità si può uscire sempre a testa alta con lealtà nei confronti dell'avversario, arbitro e spettatori.
P.S
(forse però Grismondi e Gualandris sono i nostri CAMPIONI….)