Approccio Ecologico
di Pietro G. Morasso
DIST - Università di Genova
Modelli di Controllo del Movimento: apprendimento ed esecuzione
L'analisi del movimento umano, nei suo aspetti fisiologici e patologici, ha iniziato a diventare
un argomento scientifico con l'avvento dei mezzi tecnici di misura e cattura di sequenze
motorie, ossia con le pionieristiche esperienze di Marey e Muybridge. I modelli sono una
tecnica per riassumere i dati sperimentali, organizzarli in una cornice coerente in grado di
suggerire ipotesi da convalidare con nuove esperienze. Una teoria senza misure rimane, nella
migliore delle ipotesi, un prodotto d'arte o di magia; misure anche raffinate ma senza una
teoria adeguata sono condannate alla "cecità" rispetto agli aspetti rilevanti delle problematiche
motorie. Il fatto poi che i movimenti umani siano oggetto dell'esperienza quotidiana è
paradossalmente un elemento negativo perché ne viene nascosta l'intrinseca complessità,
creando l'aspettativa errata che una conoscenza esauriente si possa raggiungere
semplicemente accodandosi allo sviluppo delle tecniche di misura. Sfortunatamente non
stanno così le cose ed ogni esperimento è frequentemente la sorgente di più domande che
risposte e quindi il tentativo di catturare la complessità delle azioni finalizzate e del
comportamento adattativo, dopo un secolo di ricerca multidisciplinare, è lungi dall'essere
concluso.
Lo schema tradizionale è basato su una separazione di percezione, movimento e
cognizione e sulla segregazione di processi percettivi, motori e cognitivi in diverse parti del
cervello, secondo una organizzazione gerarchica. Questo schema ha le sue radici nelle
conoscenze empiriche dei neurologi del 19° secolo, come J. Hughlings Jackson, ed ha un
sorprendente grado di analogia con la struttura base di un moderno personal computer che
tipicamente consiste di periferiche di ingresso e uscita connesse ad un elaboratore centrale.
Forse è proprio tale analogia con la tecnologia moderna che può spiegare come mai un punto
di vista irrimediabilmente
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